Shaker e maracas: piccoli strumenti dal grande effetto ritmico
Shaker e maracas possono inserirsi discretamente in un groove oppure costituire una parte evidente del ritmo stesso. Vengono utilizzati nella musica latina, nella samba, nel funk, nel pop, nel rock, nella world music e negli arrangiamenti orchestrali, e funzionano altrettanto bene sul palco quanto davanti a un microfono in studio.
Ciò che accomuna questi strumenti è che il materiale sonoro all’interno o intorno allo strumento viene messo in movimento quando lo scuoti. Tuttavia, suono, volume, attacco e sensazione durante l’esecuzione variano notevolmente tra un piccolo egg shaker, un set di maracas, una ganza metallica e una shekere più grande. Per questo ha senso scegliere in base al ruolo che lo strumento dovrà avere nella musica.
Se vuoi vedere gli strumenti a percussione presenti in questa categoria, li trovi raccolti sotto percezione.
Qual è la differenza tra uno shaker e le maracas?
Shaker è il termine generico. La forma può essere rotonda, allungata, quadrata o ovale, e lo strumento può essere realizzato, tra gli altri, in legno, plastica, metallo o materiali naturali.
Maracas sono un tipo specifico di shaker con una camera di risonanza chiusa e un’impugnatura. Spesso vengono suonate in coppia e permettono di combinare il normale suono tintinnante con accenti distinti controllando il movimento del materiale all’interno dello strumento.
Le maracas sono associate soprattutto alla musica latinoamericana, ma sia le maracas sia gli altri shaker vengono utilizzati in molti più contesti.
Quale shaker scegliere?
Tra gli shaker esistono differenze maggiori di quanto la dimensione possa far pensare. Considera soprattutto volume, materiale, dimensioni e il livello di precisione con cui lo strumento deve articolare il ritmo.
Egg shaker
Gli egg shaker sono compatti, facili da controllare e un ottimo punto di partenza. Funzionano bene per ottavi o sedicesimi continui e sono pratici nell’insegnamento, nei setup acustici e nelle produzioni in studio.
Occupano pochissimo spazio nella bag e diversi modelli possono essere combinati se desideri volumi o timbri differenti.
Maracas
Le maracas hanno in genere più movimento e carattere rispetto a un piccolo egg shaker. Le dimensioni del corpo, il materiale e il riempimento influenzano sia il volume sia la definizione dell’attacco.
Un set più grande non è automaticamente migliore. Se le maracas devono rimanere dietro alla voce e agli altri strumenti, un modello più controllato può essere più facile da inserire nell’arrangiamento rispetto a una maraca molto potente.
Shaker in legno
Il legno offre spesso un suono asciutto e organico, che funziona bene negli arrangiamenti acustici e insieme ad altri tipi di percezione mondiale. La forma varia da piccoli ovali a strumenti più lunghi o rettangolari.
Ganza e shaker in metallo
Una ganza è generalmente cilindrica ed è associata soprattutto alle percussioni brasiliane. I modelli in metallo hanno spesso un carattere più definito e tagliente rispetto al legno e alla plastica, il che può essere vantaggioso quando lo shaker deve farsi sentire attraverso un ensemble più ampio.
Se stai creando un setup di percussioni brasiliane, puoi anche consultare la nostra selezione nella categoria Brazil / Samba.
Caxixi
Il caxixi è uno shaker a forma di cesto con una base rigida. Modificando l’inclinazione, il contenuto può colpire diverse parti dello strumento, offrendo più variazioni rispetto al classico movimento avanti e indietro.
Il caxixi viene utilizzato, tra gli altri, nella musica brasiliana e dell’Africa occidentale e si abbina naturalmente ad altri strumenti a percussione suonati con le mani.
Shekere
Una shekere ha generalmente un corpo cavo più grande, con una rete di perline o materiale simile intorno alla superficie esterna. Può essere sia agitata sia percossa e offre quindi più possibilità di articolazione rispetto a un normale shaker chiuso.
Il corpo più grande offre inoltre una risonanza diversa e un suono di percussione più complesso, particolarmente adatto alle tradizioni musicali africane, latinoamericane e affini.
Il materiale dello shaker modifica il suono
Due shaker delle stesse dimensioni possono suonare in modo molto diverso. Il materiale del corpo e del riempimento influisce sull’attacco, sulla risonanza e sul volume complessivo.
- Legno: generalmente un carattere asciutto e organico.
- Plastica e composito: robusti, leggeri e adatti a molte costruzioni diverse.
- Metallo: spesso un attacco più definito e una maggiore capacità di farsi sentire.
- Materiali naturali: possono offrire variazioni più complesse e organiche da uno strumento all’altro.
Se lo shaker deve essere utilizzato insieme, ad esempio, a congas, cajons, claves o campane, vale la pena considerare quale posizione dovrà occupare nel quadro sonoro complessivo.
Shaker per l’uso dal vivo
Sul palco la scelta riguarda spesso l’equilibrio tra controllo e volume. Uno shaker molto morbido può scomparire in una band numerosa, mentre un modello potente può essere più difficile da controllare in un piccolo setup acustico.
Se suoni diversi strumenti a percussione, anche le dimensioni sono importanti dal punto di vista pratico. Un piccolo shaker può essere riposto rapidamente e sostituito, ad esempio, da un tamburello, mentre shekere e maracas più grandi richiedono un po’ più di spazio intorno al musicista.
Shaker in studio e nella produzione musicale
Gli shaker sono efficaci nella produzione perché possono aggiungere movimento senza occupare necessariamente molto spazio nell’arrangiamento. Una figura costante di ottavi o sedicesimi può dare maggiore slancio a un groove, mentre singoli accenti possono sostenere il backbeat, i fill e i passaggi.
Prova anche a combinare due shaker diversi invece di sovrapporre semplicemente lo stesso ritmo. Uno shaker morbido può, ad esempio, mantenere il battito continuo, mentre un modello più marcato suona solo determinati accenti.
Durante la registrazione, la distanza dal microfono è molto importante. Gli shaker hanno spesso transienti potenti, quindi una distanza leggermente maggiore può offrire un equilibrio più naturale tra attacco e timbro complessivo dello strumento.


















